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Ucciso Angelo Vassallo, l’ennesimo scandalo della nostra democrazia

8 settembre 2010.


Torno a scrivere su questo blog dopo la pausa estiva dei lavori parlamentari, e mi trovo purtroppo a commentare un evento tragico, un omicidio di una persona per bene uccisa perché si opponeva a quei poteri oscuri che ancora oggi, nel 2010, controllano e terrorizzano almeno metà del nostro Paese.

“Uno scandalo della democrazia”, così Roberto Saviano ha definito l’assassinio di Angelo Vassallo da parte della camorra, per ricordarci che non è e non può essere normale, quasi fisiologico, che un sindaco del Sud venga ucciso dalla criminalità organizzata. Non possiamo abituarci a questo stato di cose, dobbiamo continuare a scandalizzarci e reagire, combattere. Dobbiamo riprenderci le strade e le piazze, dobbiamo dimostrare alla camorra e a tutte le mafie che la società civile non ne può più dei loro soprusi. In questo senso, la partecipazione di 5mila persone per le strade di Pollica alla fiaccolata silenziosa per ricordare il sindaco è sicuramente un buon segno.

Vassallo era un simbolo della legalità nel suo paese, un sindaco amato dai suoi concittadini perché combatteva la camorra tutti i giorni, senza gridare e senza atti clamorosi, semplicemente facendo rispettare la legge. E’ stato un esempio per tutti Angelo Vassallo, e lo è stato sicuramente per chi sbandiera slogan sui risultati ottenuti nella lotta contro le mafie, per chi si appropria di meriti altrui e cerca di mettere la propria bandierina su ogni arresto.

Ma la mafia non si sconfigge con le conferenze stampa: si sconfigge con la lotta quotidiana degli amministratori locali e dei cittadini, e soprattutto con la presenza sul territorio di uno Stato che troppo spesso lascia soli e vulnerabili i veri eroi dell’antimafia.


tag vassallomafiacamorra
2 commenti   permalink    creato da Achille_Passoni il 8/9/2010 alle 12:15 | Versione per la stampa
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