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Si va alle elezioni anticipate: noi siamo pronti a governare e a cambiare il Paese

10 dicembre 2012.


In pochi giorni è precipitato tutto: la decisione imposta da Berlusconi al Pdl di non votare la fiducia sul decreto crescita, l’annuncio dello stesso Berlusconi di volersi ricandidare, le ore convulse dei vertici e degli incontri tra i maggiori leader politici e la decisione di Monti di dimettersi dalla sua carica di Presidente del Consiglio. La volontà del Capo dello Stato, del Pd e di tutte le forze politiche responsabili di portare a termine ordinatamente la legislatura, garantendo che provvedimenti importantissimi per la stabilità e la tenuta finanziaria del Paese venissero approvati, è stata vanificata dall’ennesima dimostrazione del fatto che Berlusconi è capace di pensare soltanto a se stesso e dal suo inesistente rispetto per le istituzioni democratiche del Paese.

E così l’Italia è ripiombata nel caos: restano in bilico provvedimenti cruciali come la legge di stabilità, decreti Ilva e crescita (per non parlare della riforma elettorale, affossata sin dall’inizio dal Pdl); lo spread è rischizzato in alto  - al momento supera i 360 punti base  e la Borsa perde punti importanti - e i mercati e i nostri alleati internazionali tremano di fronte al clima di incertezza creato dai comportamenti di un uomo che appare sempre più disperato. 

Ma tant’è! Pensavamo di essercelo scrollato di dosso, che in Italia si potesse tornare alla normalità, che il nostro Paese potesse riprendere stabilmente il ruolo che gli spetta nello scacchiere internazionale, in primis tra i paesi d'Europa, e invece siamo ad un brusco risveglio. Ma attenzione: guai a rassegnarci a rimettere le lancette indietro di 13 mesi, o di diciotto anni, o di undici. Non ce la farà, non gli consentiremo di azzerare questi ultimi mesi. Gli italiani non glielo consentiranno, lo vedremo sicuramente dopo l’apertura delle urne il giorno dopo le elezioni.

Ci sarà il voto anticipato a febbraio, dunque. Noi siamo pronti, e la scelta di fronte agli elettori è chiara come non mai: da una parte c’è la follia e l’irresponsabilità di Berlusconi e un Pdl che non esiste più, un partito ad personam che si è sciolto come neve al sole, in cui conta solo la voce del Capo - basti pensare al triste spettacolo delle loro fantomatiche primarie, cancellate di gran carriera in men che non si dica. 

Dall’altra c’è un Partito Democratico forte, con un leader credibile e legittimato dalla scelta dei cittadini. Un Pd che si è sempre dimostrato responsabile, una forza politica autorevole che è in grado di garantire che le cose buone realizzate da questo Governo non vadano disperse e allo stesso tempo di spostare l’asse del prossimo esecutivo sul lavoro, la crescita, l’equità, dialogando con le forze moderate disposte a guardare avanti. 

Abbiamo di fronte settimane di una campagna elettorale che si preannuncia durissima, ma questo non ci spaventa: siamo pronti a governare e a cambiare il Paese, e a superare una volta per tutte quel disastroso passato recente che ci ha scaraventato in questa crisi economica e politica.


tag berlusconigovernopdelezionipdl
0 commenti   permalink    creato da Achille_Passoni il 10/12/2012 alle 15:58 | Versione per la stampa
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