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Servizi segreti, più poteri di controllo al Parlamento

3 agosto 2012.


Maggiori poteri al Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica - il Copasir - e dunque un maggiore controllo parlamentare sull’azione dei servizi segreti. È questo il nucleo della proposta di legge sottoscritta da componenti del Comitato di diversi partiti - e da poco approvata dal Senato - con l’intento di migliorare la legge di riforma del nostro sistema di intelligence a quasi cinque anni dalla sua approvazione. È un provvedimento molto importante, frutto dell’esperienza maturata in questi anni di lavoro.

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Rai, Gasparri non sommi pere e mele, il Copasir non c'entra

4 luglio 2012.


Per tentare di nascondere una porcheria quale quella messa in atto oggi con la sostituzione del senatore Amato in commissione di Vigilanza Rai nel pieno dello svolgimento del voto sul Cda Rai - voto per il quale il senatore Amato aveva dichiarato liberamente la propria preferenza per Flavia Nardelli - il senatore Gasparri, nel corso di uno sproloquio oggi in Aula, chiama in causa inopinatamente il Copasir e il suo Presidente. Insegnano alla scuola dell'obbligo che non si possono sommare pere con mele. Impari, quindi, il capogruppo del Pdl a non paragonare e confondere la scelta giusta assunta dai presidenti di Camera e Senato con il consenso pieno della stragrande maggioranza dei gruppi parlamentari del congelamento della composizione dell'intero Copasir e del suo Presidente con un'operazione inaccettabile come quella di oggi, avallata dal Presidente Schifani.


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Copasir, la maggioranza fa saltare l'audizione di Letta

27 gennaio 2011.


Oggi doveva essere una giornata importante per il Copasir con l’audizione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e invece, come già accaduto qualche settimana fa, la maggioranza ne ha bloccato il lavoro decidendo di non presentarsi. Le critiche di esponenti come Quagliariello e Cicchitto a Massimo D'Alema sono, come al solito, dettate dall'interesse di parte: il Presidente del Copasir non sta facendo altro che cercare di garantire il funzionamento democratico di un organismo che ha compiti importanti e delicati.

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I familiari delle vittime delle stragi ricevuti al Copasir

2 dicembre 2010.


Ieri al Copasir si è svolta l’audizione delle famiglie delle vittime delle stragi sul tema dei segreti di stato. E’ proprio di questi giorni l’appello “Aprite gli archivi” che vede queste associazioni come prime firmatarie e ha raggiunto oltre 40mila firme di sostegno sul sito di Repubblica.it. In sostanza, l’appello chiede che siano aperti gli archivi e declassificati i documenti segreti relativi alla strage di Piazza della Loggia.

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Copasir, Berlusconi rifiuta un'audizione e va contro la legge

10 novembre 2010.


Gli effetti della "caduta dell'impero" investono anche i componenti Pdl del Copasir. Prima con l'assurda e inconsistente polemica sulla composizione dell’organismo, con il relativo blocco per alcuni giorni della sua attività, poi con le strumentalizzazioni politiche sullla sacrosanta richiesta di un’audizione al Presidente del Consiglio, anche per riferire sulla sua sicurezza, stiamo assistendo ad un ostruzionismo incomprensibile che rischia di minare l'efficacia del lavoro del Copasir.

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Il Ministro Maroni viola la segretezza del Copasir

15 ottobre 2010.


Il Ministro Maroni ha annunciare potenziali incidenti alla manifestazione della Fiom-Cgil e così facendo ha rivelato fatti coperti da segreto di stato, e di questo nè dovrà rispondere. Un comportamento grave e irresponsabile il suo: ne parlo in un'intervista al Fatto Quotidiano che potete leggere cliccando qui


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Finalmente sbloccato il Copasir

12 ottobre 2010.


Oggi si è finalmente sbloccata - almeno formalmente - la situazione al Copasir: Il Comitato potrà riprendere la sua attività già a partire da domattina. Si è così posto termine alla situazione che ha tenuto inopinatamente il Comitato fermo per alcuni giorni, a causa dell'iniziativa del Popolo delle libertà di contestarne la legittimità della composizione a seguito del passaggio dell'on. Briguglio al gruppo di Futuro e Libertà.

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Da irresponsabili bloccare il Copasir

7 ottobre 2010.


Chi di voi legge con qualche assiduità questo blog sa che non parlo quasi mai del mio impegno nel Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, vale a dire l’organismo di controllo sull’attività dei Servizi segreti. E questo perché l’attività del Comitato è in larga parte coperta da segreto e poi perché la delicatezza del compito assegnatoci richiede una generale riservatezza.

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Cos’è il Copasir e che cosa è successo ieri

10 marzo 2010.

Come vi sarete certamente accorti non ho mai scritto del mio lavoro al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir). Innanzitutto, qualche parola su cos’è e cosa fa il Comitato: è l’organo parlamentare di controllo dell’attività dei Servizi segreti, costituito dalla Legge 124 del 2007 che li ha profondamente riformati. È composto da cinque senatori e cinque deputati: cinque appartenenti alla maggioranza e cinque all’opposizione. La Legge gli ha conferito – a differenza dell’organo che lo ha preceduto (Copaco) – funzioni e poteri di controllo assai rilevanti. La materia trattata, va da sé, richiede che il parlamentare di quel Comitato, sia tenuto alla riservatezza e spesso al segreto. Ed ecco, quindi, spiegato il mio silenzio, finora. C’è oggi, però, un tema – oggetto di una discussione assai importante avvenuta nel Comitato, nelle settimane scorse e conclusasi ieri – sul quale sento la necessità di compiere uno strappo alla regola del silenzio. Il tema è: l’opposizione del segreto di stato ad opera di funzionari dei Servizi (sta nella loro facoltà), al momento di rispondere alle domande di Magistrati nel corso di procedimenti giudiziari che li riguardano e la successiva conferma di quello stesso segreto - senza la quale decade - da parte del Presidente del Consiglio. Questa è la norma! A seguito di un pronunciamento della Corte costituzionale, il nostro Comitato è stato investito della responsabilità di verificare la sostanziale congruità di quella conferma, rispetto alle sole due casistiche per le quali la Corte stessa definisce legittimo (e io dico logico) il segreto di stato: il rapporto dei nostri Servizi, nel concreto del loro operare, con i Servizi dei Paesi alleati; la cosiddetta interna corporis, vale a dire tutto ciò che attiene al sistema organizzativo e agli appartenenti ai Servizi stessi. Eccoci, quindi, all’attualità della discussione al Copasir. Essa è stata provocata dalla conferma del segreto di stato, ad opera del Presidente Berlusconi, in due procedimenti giudiziari, in corso a Milano (vicenda Telecom, dossier su dipendenti, giornalisti, personalità varie, nella quale è coinvolto il funzionario del Sismi Marco Mancini) e a Perugia (vicenda dei dossier su magistrati italiani e stranieri raccolti da Pio Pompa, nell’ormai famosissimo ufficio di via Nazionale diretto da Nicolò Pollari). I due relatori – il sen. Esposito del Pdl ed il sottoscritto – nella riunione del Comitato di ieri hanno ricapitolato le rispettive ed opposte valutazioni e la conclusione è stata l’inevitabile registrazione della spaccatura maggioranza/opposizione. Questa situazione rende, perciò, impossibile il coinvolgimento del Parlamento, come sarebbe stato possibile – secondo la Legge 124 - nel caso la maggioranza del Comitato avesse ritenuto infondata la conferma del segreto. Stante la spaccatura a metà – così prevede la stessa Legge – Il Governo …. fa quel che vuole! Mi scuso con voi per la lunghezza di questo post - penso però che fosse opportuno spiegare un po’ di che si tratta – ma arrivo subito alla conclusione. E la conclusione attiene, ovviamente, al merito dei due procedimenti per i quali ho proposto l’inesistenza di una o di entrambi delle fattispecie per le quali, come ho già detto, la Corte costituzionale ritiene legittima l’opposizione e la conferma del segreto. E poichè stiamo trattando di un’attività - la raccolta di dossier - esclusa da quelle istituzionali dei Servizi segreti, l’opposizione del segreto può mettere la Magistratura nelle condizioni di non poter stabilire se si sia in presenza di comportamenti illeciti individuali, compiuti per interessi privati, oppure se commessi per ordine di qualcuno, ovviamente superiore in grado agli inquisiti. Capite bene che la conclusione sarebbe profondamente diversa: nel primo caso, sancita la colpevolezza, si tratterebbe di delinquenti puri, nel secondo di strutture deviate dei Servizi. Credo che l’opinione pubblica – dopo i tanti fatti dell’Italia, di tanti anni torpidi, o coperti da veli assai spessi e purtroppo rimasti irrisolti – abbia bisogno di certezze. E che vi sia anche un bisogno degli stessi Servizi rinnovati, di scacciare da sé ogni sospetto o diffidenza dei cittadini, per poter svolgere il loro delicatissimo lavoro in piena sintonia col Paese. Detto questo e sottolineato l’errore grave che commette il Governo, vi è anche un altro problema di natura generale sollevato da questa vicenda. Non v’è dubbio che l’istituto del segreto di stato è molto importante per gli interessi della Nazione. Ma proprio per questo va usato con grande oculatezza ed esclusivamente – direi chirurgicamente – solo nelle fattispecie previste dalla Corte. Se, viceversa - come penso sia avvenuto nei due casi in questione – i governi (l’attuale, o i prossimi) lo utilizzassero indiscriminatamente ogni qual volta un funzionario venga inquisito, si realizzerebbe l’insostenibile situazione di generare una vera e propria immunità per tutti gli agenti, in virtù della loro sola appartenenza ai Servizi e non, invece, esclusivamente nelle circostanze previste dalla Legge.



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1 commenti   permalink    creato da Achille_Passoni il 10/3/2010 alle 13:14 | Versione per la stampa
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