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Decreto Romani, mozione Pd vincola il Governo a sostenere le rinnovabili

29 marzo 2011.


Una buona notizia dal Senato, che ha approvato con ampio e trasversale consenso alcune mozioni che impegnano il Governo a rivedere la politica sugli incentivi alle energie rinnovabili, a partire dal famigerato decreto Romani che rischia di dare una mazzata a un settore strategico per il nostro Paese. La nostra mozione partiva dalla necessità di sostenere il settore e di raggiungere l’obiettivo europeo del 17% di energia prodotta da fonti rinnovabili sul consumo energetico finale entro il 2020.

E’ un dato di fatto universalmente accettato ormai che un settore come quello delle rinnovabili vada sostenuto, e con convinzione. Ce lo dice il buonsenso, ma anche validissime ragioni economiche: questo settore infatti è stato tra i pochissimi ad aumentare l’occupazione nonostante la crisi, e comincia ad assumere un peso sempre più rilevante nel nostro sistema industriale, basti pensare che soltanto il fotovoltaico raggruppa 1000 aziende che occupano direttamente 15.000 lavoratori e oltre 100.000 nell'indotto, con un volume d'affari stimato nel 2010 di circa 8 miliardi di euro.

Il decreto Romani invece, se applicato darebbe una stangata mortale al settore, anticipando al 31 maggio 2011 la scadenza del terzo conto energia sul fotovoltaico, inizialmente prevista per il 31 dicembre 2013, rinviando la definizione delle nuove tariffe incentivanti e determinando di fatto un blocco degli incentivi. Non a caso il decreto è stato accolto con grande allarme da parte di tutte le associazioni di imprese del settore: il rischio è di fermare gli investimenti già avviati e di cancellare le prospettive future di un comparto così all’avanguardia. 

Di fronte a una situazione così grave, siamo riusciti a far approvare una mozione che impegna il Governo a correggere il decreto, tenendo conto delle condizioni espresse dal Parlamento e dalla Conferenza delle Regioni. L’esecutivo inoltre sarà tenuto a salvaguardare gli investimenti già in atto, a emanare un nuovo decreto che innalzi il tetto di 5 megawatt oltre il quale si prevede l’applicazione di un sistema di aste al ribasso, in modo da non limitare le grandi potenzialità di sviluppo del settore, a favorire la “filiera corta” attraverso il ricorso a impianti di piccola taglia e l’utilizzo di materie prime del territorio, a favorire la diffusione di impianti domestici e l’efficienza energetica. Insomma un bel pacchetto di misure capaci di restituire al settore quella linfa vitale che gli era stata negata dal Decreto Romani.


tag solarefotovoltaicorinnovabiliincentivimozione pddecreto romani
0 commenti   permalink    creato da Achille_Passoni il 29/3/2011 alle 9:14 | Versione per la stampa
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