Oggi al Senato abbiamo discusso la terza relazione intermedia sull'attività svolta dalla Commissione d’inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo agli incidenti mortali, approvando la risoluzione proposta dalla Commissione stessa. In questi mesi si parla tantissimo - e giustamente - di economia, di crisi e disoccupazione, e tuttavia rischia di calare l’attenzione sul tema degli infortuni e delle morti sul lavoro, che in un Paese come il nostro colpiscono ancora oltre 750mila persone, uccidendone quasi mille mortali.
In particolare, il lavoro della Commissione si è diviso in audizioni - sono stati ascoltati soggetti istituzionali, le parti sociali, e rappresentanti di settori maggiormente a rischio - e sopralluoghi in varie parti del Paese per raccogliere informazioni su incidenti gravi e su territori particolarmente colpiti da questa piaga.
L’obiettivo della relazione della Commissione è quello di tenere alta l’attenzione della politica sul tema, e stimolare azioni per radicare sul territorio la cultura della tutela del lavoro e della sicurezza. Si tratta di una vera e propria battaglia culturale e di civiltà, che concretamente deve partire dalla piena attuazione del testo unico per la sicurezza. Anche perché se è vero che i dati ufficiali mostrano un lieve calo di infortuni e decessi, dobbiamo registrare a parità di monte ore lavorate un incremento degli infortuni nell’ultimo periodo. Segno che - come dicevo prima - non bisogna abbassare la guardia.
E allora, è essenziale ad esempio aumentare la formazione dei lavoratori che svolgono mansioni pericolose, combattere con ancora più decisione il lavoro nero, aumentare i controlli sui settori più a rischio. E ancora, rendere operativo quanto prima il Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP), la banca dati che dovrà riunire tutte le informazioni inerenti agli infortuni sul lavoro, alle malattie professionali e alle attività di prevenzione e vigilanza svolte dai vari enti competenti. Ma completare l’attuazione del testo unico significa anche e soprattutto garantirne la piena applicazione in tutte le parti del Paese e in tutti i settori, a cominciare da quelli dove maggiore è la concentrazione delle piccole o piccolissime imprese come edilizia, agricoltura e artigianato, dove troppo spesso vengono colpiti giovani, donne e immigrati. Sono piccole realtà dove a volte si rinuncia alla sicurezza e dove bisogna agire al più presto per migliorare i controlli e imporre la cultura della prevenzione.
Infine, e ci tengo a sottolinearlo, il Pd ha presentato una risoluzione - approvata anch’essa con parere favorevole del Governo - che riguarda la questione dell'amianto, per tenere alta l’attenzione anche su una piaga che uccide ogni anno in Italia oltre 3000 persone. Il Partito Democratico ha già presentato dei disegni di legge in materia il cui iter è purtroppo fermo in Commissione lavoro. Con essi - e con i vari ordini del giorno, emendamenti e la risoluzione odierna - il Pd ha voluto sottolineare la necessità di conseguire almeno tre obiettivi prioritari: la bonifica dei territori, previo censimento, la realizzazione di forme adeguate di sorveglianza sanitaria e il miglioramento del funzionamento del Fondo per le vittime dell'amianto.
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