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Finmeccanica rischia di essere tagliata fuori dal settore aerospaziale europeo

5 ottobre 2012.


Sono in corso grandi manovre in Europa nel settore dell’aerospazio, da cui Finmeccanica rischia di essere completamente tagliata fuori. Il gruppo della difesa britannico Bae Systems e il colosso aerospaziale franco-tedesco Eads stanno infatti trattando la loro unificazione: se e quando tale fusione andrà in porto, l’Europa potrà proporsi come leader sulla scena mondiale in diversi comparti del settore aerospazio e difesa, e in particolare per quanto riguarda la produzione di aerei civili e militari, nella missilistica e nel segmento spaziale. Ma Finmeccanica e l'Italia resterebbero a bocca asciutta.

Gli Stati europei soci di Eads come la Francia, la Germania e la Spagna, avranno infatti una “golden share” nel capitale del gruppo, cioè avranno la possibilità di mettere il veto a iniziative che compromettessero i loro interessi vitali. Se l'intesa andasse in porto a queste condizioni, le conseguenze per Finmeccanica potrebbero essere molto pesanti. Il Gruppo italiano rischia di rimanere isolato e schiacciato dalla concorrenza proprio nel settore della difesa, ovvero quello su cui punta maggiormente. Gli aspetti negativi si avrebbero soprattutto nel medio termine: in alcune joint venture già esistenti, Eads-Bae diventerebbe azionista di maggioranza assoluta (rispettivamente 79% e 75%) mentre Finmeccanica resterebbe semplice azionista di minoranza (21% e 25%).

Se il nostro Paese non vuole stare fuori da un settore strategico quale l’aerospazio, il Governo deve avere piena consapevolezza delle perdite industriali e di altra natura che questa possibile fusione potrebbe comportare. Finora Finmeccanica, ha giocato un ruolo industriale da protagonista nel settore partecipando a quasi tutte le principali produzioni: per esempio, l’Alenia contribuisce con tecnologie sofisticate agli Airbus della Eads ma anche ai jet concorrenti della Boeing. Finmeccanica inoltre, anche se è partner sia di Bae che di Eads su alcuni velivoli, orbita anche sugli Stati Uniti.

In ogni caso, la realtà è che ora siamo completamente tagliati fuori da questo accordo. La situazione è figlia della assoluta mancanza di una politica industriale incentrata sugli interessi strategici del Paese, come il Partito Democratico sottolinea da tempo, da ultimo con tutta la vicenda AnsaldoBreda che chi legge il blog conosce bene.

La lezione da trarre è che è necessario tornare ad investire su Finmeccanica per rilanciare il settore dell’aerospazio ma anche quello dei trasporti civili, sempre più strategici in un mondo interconnesso come quello di oggi. Non possiamo lasciare che il nostro Paese subisca scelte fatte da altri che ci marginalizzano: dobbiamo essere capaci di mettere in campo una politica industriale che valorizzi e sviluppi le competenze tecnologiche, organizzative e sistemiche delle nostre aziende e rilanciare la collaborazione con i partner europei da protagonisti.

Per chi è interessato, vi segnalo un documento del dipartimento Economia e Lavoro del Pd che spiega bene le conseguenze del potenziale accordo tra Bae e Eads, e approfondisce alcuni temi che ho toccato in questo post. Buona lettura!


tag selexelsaggalileofinmeccanicatoscanaansaldobredapolitica industrialegovernopd
0 commenti   permalink    creato da Achille_Passoni il 5/10/2012 alle 15:10 | Versione per la stampa
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