Blog: http://achillepassoni.ilcannocchiale.it

Riforma del contratto, Federmeccanica sbaglia nel merito e nei tempi



Ho già scritto la mia opinione su tutta la vicenda Fiat, spero con chiarezza. Adesso siamo di fronte all’idea di Federmeccanica di cambiare il modello contrattuale, attraverso la cancellazione dei due livelli negoziali, quello nazionale e quello aziendale integrativo del primo. Ora, qualsiasi proposta è ovviamente legittima e sottoponibile a discussione, ma la domanda è se, al di là di ogni opinione di merito – e la mia è decisamente contraria – sia esattamente questo il momento adatto per una discussione su un tema così delicato. 

Innanzitutto va detto che, pur in assenza della firma della Cgil, è assai recente l’accordo del 2009 che riforma la struttura della contrattazione. Riforma che è stata sbandierata da chi l’ha firmata - secondo me impropriamente - come risolutiva di tutti i mali della contrattazione e che, per di più, è tutt’ora in fase di sperimentazione. 

Come si suol dire: tutto si può fare a questo mondo, ma un briciolo di logica consiglierebbe di lasciar trascorrere un po’ di tempo, per poter almeno valutare compiutamente gli effetti di quell’accordo e per porsi - dico io, semmai - l’obiettivo di includere chi allora restò fuori (o, per meglio dire, che il Governo fece di tutto per escludere). E poi, come si fa a soprassedere sulla consequenzialità temporale tra la fuoriuscita di Fiat dall’Associazione imprenditoriale e questa “idea” di Federmeccanica, per giunta avallata da Confindustria? 

Ho molto rispetto per i problemi di rappresentanza delle Associazioni sociali, specie quando mostrano difficoltà evidenti, perché ne riconosco la insostituibile funzione. E d’altra parte, l’intervista della Presidente Marcegaglia sul Corriere della Sera di pochi giorni fa, nella quale avanzava la necessità di una profonda riforma di Confindustria, ne è la riprova. Ma questo non può scaricarsi su un tema così delicato qual è la struttura contrattuale. 

La vicenda Fiat ed il referendum che ha approvato l’accordo è già stata sufficientemente complessa e delicata, e ci consegna problemi già abbastanza rilevanti da affrontare e risolvere senza aggiungere quest’altro che, posto in questo modo ed in questo momento, rende ancora più incandescente il clima nel mondo del lavoro.

Pubblicato il 26/1/2011 alle 16.40 nella rubrica Economia e lavoro.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web